Città oniriche
Fotografia di Mauro Marletto testo di Claudia Casalegno
Città viste e poi sognate oppure città sognate e poi viste.
Un viaggio compiuto nell’inter regno dell’onirico, con immagini catturate in quell’attimo in cui la percezione del sogno si fonde con la consapevolezza della realtà.
Ne derivano scorci di città riproposti con atmosfere suggestive che trasportano i luoghi in un tempo dilatato tra passato e futuro, trasformando così un viaggio in un sogno
Lancio del riso
Fotografia di Mauro Marletto testo di Claudia Casalegno
Sull’usanza di lanciare il riso agli sposi all’uscita di Chiesa, o Comune, ci sono tante leggende. Sicuramente è un rito di buon augurio che si fa alla nuova coppia appena formata perché il futuro della loro famiglia sia prospero e felice.
Una leggenda che risale all’antica Cina recita che nel corso di una terribile carestia il Genio Buono (figura della mitologia cinese) mosso a pietà dalle pene dei poveri contadini sacrificò tutti i suoi denti, che gettati in una palude, poco dopo si trasformarono in semi e germogliarono in tante piantine di riso. Da allora il riso è sempre stato simbolo di abbondanza.
Quindi quale migliore augurio ad una coppia che si appresta a creare una nuova famiglia!
Il lancio del riso, ai giorni nostri, segna una sorta di “giro di boa” nella giornata del matrimonio. E’ quasi un gesto liberatorio che gli invitati compiono in favore degli sposi, un passaggio dalla celebrazione ufficiale, che sia religiosa o civile, alla celebrazione della famiglia, dei parenti e degli amici con il ricevimento, e quindi l’intrattenimento, che i novelli sposi offriranno ai loro invitati di lì a poco.
Anche per gli sposi, il momento del lancio del riso, oltre a significare la consacrazione da parte della famiglia e della comunità alla nascita della loro nuova famiglia, rappresenta finalmente anche  il momento in cui è finita la parte ufficiale della giornata del matrimonio e inizia il festeggiamento dell’evento.
Si vede dalla testimonianza fotografica che “cattura” la spontaneità delle espressioni di sposi, famigliari e invitati. Gli abbracci e gli auguri spontanei che vengono scambiati, finalmente sciolgono la tensione che traspare dai ritratti di qualche ora prima, e della solennità della cerimonia del matrimonio, e lasciano lo spazio alla naturalezza.
Al giorno  d’oggi ci sono molti modi di “lanciare il riso”. Qualcuno lo sostituisce con pratici coriandoli e stelle filanti in carta, che non sporcano e “non sprecano” (il riso – non dimentichiamolo – per molte popolazioni costituisce la fonte primaria di sostentamento e alimentazione – un po’ come per noi il pane). Altri con coreografici petali di rosa, stabilizzati o sintetici. Altri ancora con riso mescolato a frumento (che costituisce un ottimo alimento per gli uccellini che di lì a poco “banchetteranno” anche loro in  onore degli sposi), ma il significato non cambia … l’augurio di abbondanza e prosperità alla nuova famiglia che si presenta alla comunità a cui appartiene.
Non importa con che tipo di riso si augura la buona sorte agli sposi, ciò che importa è farlo credendoci, augurio a cui ci uniamo anche noi  con sincerità.
Sposa a Palazzo Madama
Fotografia di Mauro Marletto testo di Claudia Casalegno
In questo momento sento solo il fruscio della gonna sul pavimento di pietra.  E’ una gonna molto ampia, fatta da veli sovrapposti. Veli candidi e soffici. Ho le mani sudate ma non so dire se ho caldo oppure ho freddo. Ho le mani sudate e basta. Mi sento chiamare, sorrido a qualcuno ma ho un vuoto di memoria e non so più come si chiama. Credo sia una cugina. Si è proprio la cugina, quella simpatica, sempre in ritardo, ma ha una borsettina di raso verde deliziosa. Quando avremmo un momento di calma devo assolutamente ricordarmi di chiederle dove l’ha comperata.
Mio papà mi chiede se sono pronta.  Inizio a salire la scala e metto il piede sopra una passatoia di colore blu scuro molto folta. Alzo gli occhi e mi godo lo spettacolo che ho attorno. Una scala d’onore in pietra bianca finemente decorata tanto da sembrare un pizzo, illuminata da grandi finestre che fanno piovere sugli stucchi color avorio e sulle cornici dorate raggi di luce  che giocano con tutte le persone presenti, facendole diventare delle silouette in controluce.  Figure che diventano come fantasmi del tempo e rievocano l’atmosfera di centinaia di anni fa quando le Madame Reali salivano questa scala al braccio dei loro cavalieri e contemplavano il potere di cui ne erano l’orgoglioso strumento.
Papà mi prende sottobraccio e mi sussurra in un orecchio “Calma tesoro mio. Se Sali troppo in fretta sembri impaziente. La sposa deve farsi desiderare”
Nei tuoi occhi
Fotografia di Mauro Marletto testo di Claudia Casalegno
Nei tuoi occhi ora vedo il mio mondo che si unisce al tuo mondo.
Nei tuoi occhi ora vedo il mio futuro che diventa il tuo futuro.
Nei tuoi occhi ora vedo la mia vita, che non mi appartiene perché è diventata un  nuovo mondo e un nuovo futuro insieme alla tua vita.
Nei tuoi occhi ora non vedo il nostro destino perché è da vivere da oggi in poi.
Nei tuoi occhi vedo l‘entusiasmo e il brivido che il non sapere quello che verrà ci percorre nel profondo.
Nei tuoi occhi vedo i miei occhi che guardano i tuoi occhi e dimentico il tempo che è stato e il tempo che verrà perchè è questo il tempo in cui noi abbiamo inizio.
Impressioni da un matrimonio
Fotografia di Mauro Marletto testo di Claudia Casalegno
Se un anno fa qualcuno mi avesse detto che oggi mi sarei trovata in questa città, vestita da sposa, a lasciarmi fotografare in una delle più grandi piazze d’Europa non sono così sicura che non lo avrei preso per matto … ma forse gli avrei sorriso e detto che tutto può essere …
Infatti oggi questo qualcuno è mio marito, e sono proprio io, in pieno centro a Torino, vestita da sposa, e mi stò facendo fotografare in Piazza Vittorio, con quel mistero splendido della Gran Madre alle spalle e la guglia della Mole che compare sopra la linea dei tetti.
E’ addirittura divertente, incrociamo persone che ci guardano, ci sorridono e ci fanno gli auguri. Ci sono signore già un pò avanti con gli anni, che ci rivolgono uno sguardo commosso … magari si ricordano il loro di matrimonio e mi fanno i complimenti per l’abito … Un signore con cappotto e cappello grigio ha sorriso a mio marito e ammiccando verso di me gli detto in dialetto che ha scelto una bellissima sposa!!!! … e poi dicono che a Torino sono tutti “musoni” e non ridono mai!!!!
Ma adesso che ci faccio caso, guardando le foto del nostro matrimonio è che a Torino ci sono ben 5 kilometri di portici.
Si può andare da entrambi le stazioni di Porta Nuova e di Porta Susa fino al Po rimanendo al coperto, all’ombra d’estate o al riparo dalla pioggia in inverno!
E’ coperta buona parte di C.so Vittorio Emanuele II, tutta Via Roma e Via Po, Via Pietro Micca e Via Cernaia, Piazza Castello, Piazza Vittorio e Piazza Statuto, ma la cosa più impressionante sono le decorazione dei soffitti dei portici con i lampioni di foggia ottocentesca o in stile Liberty, e i pavimenti, che siano in semplice pietra o in raffinato marmo, sono fatti tutti in modo da formare dei disegni diversi a seconda dello stile del palazzo.
Meno male che Torino è la città europea conosciuta nel mondo per essere la capitale italiana dell’auto .. .alla faccia … è anche vero che la meraviglia urbanistica e architettonica del centro storico di Torino è stata costruita quando le automobili non le avevano nemmeno pensate e il mezzo di locomozione per eccellenza erano … le scarpe!!!
Pensandoci bene non esistono in Europa altre città che abbiano un camminamento pedonale coperto della dimensione di quello di Torino.
Nemmeno Parigi, a cui Torino somiglia molto, che vanta coperta solo la Rue de Rivolì.
Nemmeno Londra che oltre tutto è la città piovosa per eccellenza, ma gli inglesi hanno preferito sfoggiare ombrelli e cappelli.
Non parliamo poi di Vienna o di Praga, dove ci sono degli accenni di portici che si sviluppano per poche centinaia di metri.
A volte il giorno del matrimonio è indimenticabile non solo per l’importanza che riveste nella vita delle persone, ma perché nei pochi momenti di calma che qua e là ci si può concedere, tra le emozioni, gli invitati, la cerimonia … e qualche contrattempo … riguardando le fotografie, ci si accorge di aver vissuto dei luoghi, come il centro di Torino, con uno spirito diverso e di averli visti con uno sguardo diverso … magico!
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